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ORIGIN
di Matteo Miccoli •
IL 6 OTTOBRE 1965, A LAMBSHEIM, NASCE UN UOMO CHE COSTRUIRÀ LA PROPRIA GRANDEZZA IMPEDENDO AGLI ALTRI DI ESPRIMERE LA LORO. MONDIALE, EUROPEO, CHAMPIONS LEAGUE, JUVENTUS, BAYERN MONACO, BORUSSIA DORTMUND: JÜRGEN KOHLER ATTRAVERSA UNA DELLE EPOCHE PIÙ RICCHE DI TALENTO DEL CALCIO EUROPEO MARCANDO ALCUNI DEI PIÙ GRANDI ATTACCANTI DEL MONDO. TRA LORO MARCO VAN BASTEN, TRE VOLTE PALLONE D’ORO. PER RACCONTARE QUANTO FOSSE GRANDE UN CENTRAVANTI BASTAVANO I GOL. PER CAPIRE QUANTO FOSSE GRANDE KOHLER, BISOGNAVA GUARDARE QUANTI RIUSCIVA A NON FARNE SEGNARE.
Jürgen Kohler nasce il 6 ottobre 1965 a Lambsheim, nella Germania Ovest. Prima del Mondiale, della Juventus e delle grandi notti europee c’è un ragazzo che costruisce quasi tutto attraverso il lavoro. Waldhof Mannheim, Colonia, Bayern Monaco: la sua traiettoria nasce dalla parte meno appariscente del calcio, quella nella quale il talento consiste spesso nel cancellare il talento degli altri. Kohler diventerà quasi la dimostrazione di una convinzione semplice: IL MESTIERE NON SI RICEVE, SI COSTRUISCE. Allenamento dopo allenamento, errore dopo errore, avversario dopo avversario.
È un difensore centrale in un’epoca nella quale marcare significa assumersi una responsabilità personale, ma ridurlo alla forza fisica significherebbe non comprenderlo. Kohler studia il movimento dell’attaccante, ne segue il corpo, anticipa quando può, domina il gioco aereo e sceglie il momento dell’intervento. POSIZIONE, ANTICIPO, FORZA, CONCENTRAZIONE: il suo calcio nasce dall’equilibrio tra queste qualità. È uno stopper, ma difende con la testa prima ancora che con le gambe. È duro senza essere cattivo, aggressivo senza trasformare necessariamente il duello in nervosismo. In un calcio nel quale la marcatura a uomo poteva diventare una battaglia, Kohler conosce anche la misura. Ed è proprio questa capacità di unire fisicità e lettura che, osservata oggi, rende il suo calcio sorprendentemente contemporaneo.
Per comprendere quanto fosse grande bisogna allora guardare chi aveva davanti: MARCO VAN BASTEN. Uno dei più grandi centravanti della storia, campione d’Europa con l’Olanda e vincitore di TRE PALLONI D’ORO: 1988, 1989, 1992. I loro confronti diventano una storia dentro la storia, durissima sul campo e fondata sul rispetto fuori dal duello.
Il 21 giugno 1988, nella semifinale dell’Europeo, Van Basten riesce però a trovare quello che Kohler cerca continuamente di sottrargli: lo spazio. Segna nel finale il 2-1 che elimina la Germania Ovest. Kohler non cancella quella sconfitta: LA TRASFORMA IN UNA LEZIONE. Due anni dopo, a Italia ’90, i due si ritrovano negli ottavi. Questa volta Kohler riesce a limitarlo, la Germania supera l’Olanda 2-1 e continua il viaggio che terminerà con la COPPA DEL MONDO.
È qui che il difensore comincia a raccontare l’uomo: la grandezza di Kohler non consiste nell’essere stato imbattibile, ma nell’avere saputo utilizzare persino chi riusciva a batterlo per diventare migliore.
Nel 1991 arriva alla JUVENTUS e Torino gli consegna quattro stagioni dentro un calcio differente. Con la stessa maglia gioca ROBERTO BAGGIO, il numero 10, uno dei più grandi talenti italiani e PALLONE D’ORO 1993. Kohler passa così dal misurarsi con il talento degli altri al privilegio di allenarsi quotidianamente accanto a uno dei suoi interpreti più puri. Con la Juventus conquista la COPPA UEFA 1993 e, nell’ultima stagione bianconera, SCUDETTO e COPPA ITALIA.
Ma proprio quella Coppa UEFA prepara inconsapevolmente uno dei cerchi più straordinari della sua carriera. Nel 1993 la Juventus batte in finale il BORUSSIA DORTMUND. Due anni dopo Kohler lascia Torino proprio per Dortmund. LA SQUADRA CHE AVEVA BATTUTO DIVENTA CASA.
Nel 1996 diventa CAMPIONE D’EUROPA con la Germania, anche se un infortunio dopo pochi minuti della prima partita praticamente chiude il suo torneo. Poi arriva il 1997. Nella semifinale di Champions contro il Manchester United, a Old Trafford, Kohler difende anche sulla linea ciò che sembra ormai perduto e consolida definitivamente il legame con Dortmund.
Il 28 maggio, a Monaco, il calcio gli mette davanti la propria storia: BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS, finale di Champions League. Kohler è titolare. Quattro anni prima aveva vestito il bianconero e sconfitto il Dortmund in una finale europea; adesso veste il giallonero e davanti ha la Juventus. LE MAGLIE SI SONO INVERTITE. L’UOMO È LO STESSO. Il Borussia vince 3-1 e conquista la prima Champions League della propria storia. Nello stesso 1997 Kohler viene eletto CALCIATORE TEDESCO DELL’ANNO.
Alla fine resteranno 105 presenze con la Germania, un Mondiale, un Europeo, una Champions League e una carriera attraversata da alcuni dei più grandi talenti della sua epoca. Ma fermarsi ai trofei significherebbe raccontare soltanto ciò che Kohler ha vinto. Il mestiere racconta qualcosa di più profondo: un difensore può costruire la propria grandezza non soltanto attraverso ciò che aggiunge a una partita, ma attraverso ciò che riesce a togliere all’avversario.
Per comprenderlo bisogna allora tornare ancora davanti a Van Basten, ricordare quanto fosse grande l’uomo che doveva fermare e osservare tutto quello che Kohler seppe costruire anche partendo dalla volta in cui non riuscì a farlo. Gli attaccanti vengono ricordati per ciò che riescono a creare; Jürgen Kohler è diventato grande anche per ciò che riusciva a impedire.
NEI DECENNI IL CALCIO È CAMBIATO, IL SUO MESTIERE MOLTO MENO, JÜRGEN KOHLER.
L’UOMO CHE NON PASSAVA.
OFFICIAL FRAME
ESPORTIX
JÜRGEN KOHLER
NOME COMPLETO — Jürgen Kohler
NASCITA — 6 ottobre 1965 • Lambsheim • Germania Ovest
RUOLO — Difensore centrale • stopper
IL MESTIERE — Fermare l’uomo prima ancora che l’azione diventasse pericolo
IDENTITÀ TECNICA — Posizione • anticipo • marcatura • forza • gioco aereo • concentrazione
IDENTITÀ UMANA — Lavoro • disciplina • misura • rispetto
FORMAZIONE — Waldhof Mannheim
GERMANIA — Colonia • Bayern Monaco • Borussia Dortmund
ITALIA — Juventus • 1991–1995
JUVENTUS — 102 presenze in Serie A • 8 gol
COMPAGNO SIMBOLO — Roberto Baggio
BAGGIO — Pallone d’Oro 1993
AVVERSARIO SIMBOLO — Marco van Basten
VAN BASTEN — Pallone d’Oro 1988 • 1989 • 1992
DUELLO CHE LO CAMBIA — Germania Ovest-Olanda • Europeo 1988
RISPOSTA — Germania-Olanda • Mondiale 1990 • 2-1
GERMANIA — 105 presenze
VERTICE MONDIALE — Campione del Mondo • Italia 1990
VERTICE EUROPEO — Campione d’Europa • 1996
JUVENTUS — Coppa UEFA 1993 • Scudetto 1994/95 • Coppa Italia 1994/95
BORUSSIA DORTMUND — 1995–2002
OLD TRAFFORD — Semifinale Champions League • 1997
IDENTITÀ DORTMUND — Fußballgott
MONACO — 28 maggio 1997
FINALE — Borussia Dortmund-Juventus • 3-1
CHAMPIONS LEAGUE — Vincitore • Borussia Dortmund • 1996/97
CALCIATORE TEDESCO DELL’ANNO — 1997
IL CERCHIO — Nel 1993 vince con la Juventus contro il Dortmund • nel 1997 vince con il Dortmund contro la Juventus
EREDITÀ — Il mestiere del difensore attraverso le epoche
OFFICIAL CLAIM
VAN BASTEN GLI MOSTRÒ CHE POTEVA ANCORA MIGLIORARE.
LA GERMANIA GLI CONSEGNÒ IL MONDO.
LA JUVENTUS GLI CONSEGNÒ L’ITALIA.
DORTMUND GLI CONSEGNÒ L’EUROPA.
MA IL TEMPO GLI HA CONSEGNATO QUALCOSA DI PIÙ RARO:
UN MESTIERE CAPACE DI ATTRAVERSARE LE EPOCHE.
NEI DECENNI IL CALCIO È CAMBIATO.
IL SUO MESTIERE MOLTO MENO.
CONNECTION 1
WOLTEMADE, LA JUVENTUS SCOMMETTE SUL NOVE TEDESCO
Nel 1991 Kohler arriva alla Juventus dalla Germania. Decenni dopo Nick Woltemade percorre una strada completamente diversa. Ruoli ed epoche lontane, un punto comune: TORINO, dove la Juventus continua a incrociare il talento tedesco.
CONNECTION 2
ZIDANE 2001, L’AFFARE IN CUI VINSERO TUTTI
Kohler lascia la Juventus nel 1995 per continuare la propria storia europea a Dortmund. Nel 2001 Zidane parte da Torino verso Madrid. Destini differenti, stessa origine della Connection: LA JUVENTUS COME CROCEVIA DI GRANDI CARRIERE.
INSIDER
DIMENSIONE JUVENTUS — VOLUME 1
DOVE COMINCIA LA MAGLIA
Prima di Kohler, prima di Baggio e prima che quella maglia diventasse un simbolo mondiale, qualcuno dovette cominciare la storia. DIMENSIONE JUVENTUS torna al 1897: il punto zero di una maglia che attraverserà generazioni, campioni ed epoche.
CHIUSURA
6 OTTOBRE 1965.
PRIMA DEI TROFEI C’È IL MESTIERE.
PRIMA DELLE VITTORIE C’È IL LAVORO.
PRIMA DI DORTMUND C’È TORINO.
PRIMA DEL MITO C’È SEMPRE QUALCUNO DA FERMARE.
JÜRGEN KOHLER.
L’UOMO CHE NON PASSAVA.
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Living Sports Encyclopedia




