12 OTTOBRE 2026
ESPORTIX
HERITAGE
ORIGIN
di Matteo Miccoli •
Il 12 ottobre 1961, a Totana, nella regione spagnola di Murcia, nasce Miguel Porlán Noguera. Il mondo del calcio lo conoscerà come CHENDO, uno dei difensori più rappresentativi del Real Madrid tra gli anni Ottanta e Novanta. Sedici stagioni, sette campionati spagnoli, due Coppe UEFA e una Coppa dei Campioni. Ma per comprendere la sua grandezza bisogna osservare un mestiere spesso nascosto dietro i gol degli attaccanti: IMPEDIRE AL TALENTO AVVERSARIO DI DIVENTARE DECISIVO.
Chendo cresce calcisticamente nel Real Madrid, attraversa il settore giovanile e il Castilla prima di raggiungere la prima squadra nel 1982. È un terzino destro che costruisce la propria forza attraverso disciplina, resistenza, marcatura e intelligenza posizionale. Non deve necessariamente vincere ogni duello con un intervento spettacolare: deve leggere l’avversario, accompagnarlo verso zone meno pericolose e riconoscere il momento dell’anticipo. La sua qualità più importante è la continuità, quella capacità di ripetere il gesto corretto per novanta minuti.
Il Madrid sta entrando nell’epoca della Quinta del Buitre. Emilio Butragueño, Míchel, Martín Vázquez, Manolo Sanchís e Miguel Pardeza rappresentano una generazione destinata a trasformare il calcio spagnolo. Accanto a loro arrivano campioni come Hugo Sánchez. Chendo diventa parte dell’equilibrio che sostiene quel talento: mentre davanti si costruiscono occasioni, alle spalle bisogna proteggere gli spazi. Il Real conquista due Coppe UEFA consecutive, nel 1985 e nel 1986, e domina a lungo la Liga. Ma la Coppa dei Campioni continua a sfuggire.
Poi arriva il 16 settembre 1987. Il Real Madrid affronta il Napoli di DIEGO ARMANDO MARADONA, campione d’Italia e simbolo dell’Argentina che ha conquistato il Mondiale appena un anno prima. Il Santiago Bernabéu è deserto per una squalifica: niente folla, niente grande rumore delle tribune. Rimangono il campo, il pallone e un confronto che sembra sproporzionato. Da una parte il più grande talento della propria generazione. Dall’altra un difensore chiamato a limitarlo.
Chendo non cerca di diventare Maradona. Cerca di impedirgli di essere decisivo. Lo segue, ne controlla i movimenti, ne riduce gli spazi. E durante la partita accade qualcosa che nessuno si aspetta:
IL DIFENSORE CHE DEVE FERMARE MARADONA RIESCE ADDIRITTURA A FARGLI UN TUNNEL. Il Real Madrid vince 2-0 e supera successivamente il turno pareggiando 1-1 a Napoli.
Ma la vera grandezza di quella notte non è il tunnel. È la prestazione difensiva complessiva. Anni dopo Manolo Sanchís ricorderà quanto fosse stato difficile per Maradona liberarsi della marcatura di Chendo. E secondo un racconto della stampa spagnola, lo stesso Diego manifestò il desiderio di incontrare il suo avversario dopo la partita.
IL GESTO DURA UN ISTANTE. IL RISPETTO PUÒ SOPRAVVIVERE ALLA PARTITA.
La carriera continua. Chendo attraversa generazioni differenti del Real Madrid, vede emergere Raúl e affermarsi campioni come Fernando Hierro, Roberto Carlos, Clarence Seedorf e Predrag Mijatović. Conquista sette campionati spagnoli e rappresenta la nazionale in 26 occasioni. Intanto il grande obiettivo europeo rimane incompiuto fino al 1998, quando il Real Madrid supera la Juventus ad Amsterdam e conquista finalmente la settima Coppa dei Campioni, trentadue anni dopo la precedente.
Chendo è ormai alla conclusione della carriera, ma appartiene ancora a quella squadra.
HA ATTRAVERSATO IL REAL MADRID CHE CERCAVA L’EUROPA ED È RIMASTO FINO AL REAL MADRID CHE L’HA RICONQUISTATA.
Dopo il ritiro continua a lavorare per il club come delegato della prima squadra. È l’ultima trasformazione di una storia cominciata nel settore giovanile: il ragazzo di Totana diventa calciatore, il calciatore diventa campione, il campione continua a rappresentare la società anche senza indossare gli scarpini.
Perché Chendo non ha semplicemente giocato nel Real Madrid. HA VISTO IL REAL MADRID CAMBIARE, RESTANDO SEMPRE DENTRO LA SUA STORIA.
LA PARTITA DELLA VITA
16 SETTEMBRE 1987 • SANTIAGO BERNABÉU • REAL MADRID-NAPOLI 2-0
Il Bernabéu è vuoto. Davanti a Chendo c’è Diego Armando Maradona, campione del mondo. Il terzino spagnolo lo affronta con concentrazione, ne limita il talento e trova persino il coraggio di sorprenderlo con un tunnel. PER UNA NOTTE, IL DIFENSORE CHE DOVEVA FERMARE IL GENIO DIVENTA L’UOMO CHE RIESCE A SORPRENDERLO.
OFFICIAL FRAME
ESPORTIX
MIGUEL PORLÁN NOGUERA — CHENDO
NASCITA — 12 ottobre 1961 • Totana, Murcia
FORMAZIONE — Real Madrid • Castilla
DEBUTTO PRIMA SQUADRA — 1982
RUOLO — Terzino destro
IDENTITÀ — Marcatura • disciplina • resistenza • lettura difensiva
CLUB PROFESSIONISTICO — Real Madrid
PERIODO — 1982–1998
GENERAZIONE — Quinta del Buitre
CAMPIONATI SPAGNOLI — 7
COPPE UEFA — 1985 • 1986
NAZIONALE — Spagna • 26 presenze
KEY MOMENTS EUROPEO — Real Madrid-Napoli 2-0 • 1987
IL DUELLO — Chendo contro Diego Armando Maradona
IL GESTO — Il tunnel a Maradona
L’EREDITÀ DEL DUELLO — Una marcatura entrata nella memoria del calcio europeo
ULTIMO VERTICE — Coppa dei Campioni 1998
LA FINALE — Real Madrid-Juventus 1-0
IL TRIONFO — La settima Coppa dei Campioni del Real Madrid
PRESENZE UFFICIALI — 497
GOL — 3
DOPO IL CAMPO — Delegato della prima squadra
EREDITÀ — UNA VITA DENTRO LA STORIA DEL REAL MADRID
OFFICIAL CLAIM
SEDICI STAGIONI. SETTE CAMPIONATI. DUE COPPE UEFA. UNA COPPA DEI CAMPIONI.
HA SFIDATO MARADONA, HA ATTRAVERSATO DUE GENERAZIONI E HA VISTO IL REAL MADRID RICONQUISTARE L’EUROPA.
CHENDO. IL DIFENSORE CHE NON AVEVA BISOGNO DI SEGNARE PER ENTRARE NELLA STORIA.
CONNECTION
JORGE BURRUCHAGA — L’ARTE DI TROVARE LO SPAZIO
Chendo costruiva la propria grandezza impedendo agli avversari di trovare spazio. Jorge Burruchaga interpretava il mestiere opposto: riconoscerlo e attaccarlo. Due ruoli differenti, una stessa intelligenza calcistica. UNO PROTEGGEVA LO SPAZIO. L’ALTRO LO TRASFORMAVA IN STORIA.
CONNECTION ESPORTIX
JORGE BURRUCHAGA 1962, L’UOMO CHE VEDEVA DOVE SAREBBE ARRIVATA LA STORIA
CONNECTION
JÜRGEN KOHLER — IL MESTIERE DI FERMARE I CAMPIONI
Chendo e Jürgen Kohler appartengono a una generazione di difensori chiamati ad affrontare alcuni dei più grandi attaccanti della storia. Marcatura, concentrazione e capacità di leggere l’avversario diventano il loro linguaggio. DUE DIFENSORI, DUE SCUOLE, UNA STESSA MISSIONE: RENDERE DIFFICILE ANCHE L’IMPOSSIBILE.
CONNECTION ESPORTIX
JÜRGEN KOHLER 1965, IL DIFENSORE CHE SFIDAVA I PIÙ GRANDI ATTACCANTI
INSIDER
DIEGO ARMANDO MARADONA — IL GENIO DALL’ALTRA PARTE DEL DUELLO
Il 16 settembre 1987, nel silenzio del Bernabéu, Diego Armando Maradona incontra un avversario capace di limitarne il talento e persino di sorprenderlo con un tunnel. È una delle immagini più singolari di quella sfida europea. Ma la grandezza di Diego non viene ridimensionata da un singolo gesto: PER CAPIRE IL VALORE DI CHENDO BISOGNA RICORDARE QUANTO FOSSE STRAORDINARIO L’UOMO CHE AVEVA DAVANTI.
INSIDER ESPORTIX
IL MILAN DI BERLUSCONI — IL PRIMO TRIONFO QUANDO LA RIVOLUZIONE DIVENTÒ REALTÀ
ESPORTIX
Living Sports Encyclopedia



