ESPORTIX
HERITAGE
AYRTON SENNA
Capitolo 3
1984/85
Opera
a cura di Davide De Vincentiis


Dalla Toleman alla Lotus, dalla rimonta impossibile di Monaco alla prima vittoria di Estoril. Tra il 1984 e il 1985 Ayrton Senna entra in Formula 1 e scopre che il limite non è semplicemente un confine da superare, ma il luogo nel quale costruire la propria grandezza.


Alla fine del 1983 Ayrton Senna aveva raggiunto quel punto della vita nel quale un sogno smette di essere una possibilità e diventa una responsabilità. Per anni aveva inseguito la Formula 1 dai kartodromi brasiliani e dalle piste europee, attraversando Formula Ford e Formula 3, imparando che il talento apre una strada ma non garantisce di percorrerla. Adesso quella Formula 1 osservata da lontano non rappresentava più il futuro. Era diventata il luogo nel quale avrebbe dovuto misurare la distanza tra ciò che credeva di essere e ciò che sarebbe realmente diventato.


Era un mondo già occupato da uomini che avevano imparato a governarlo. Niki Lauda portava nell’abitacolo l’esperienza di chi aveva conosciuto vittoria, dolore e ritorno; Alain Prost stava trasformando precisione e intelligenza in una nuova idea di campione; Nelson Piquet arrivava da campione del mondo in carica, mentre Keke Rosberg aveva conquistato il titolo due anni prima. Michele Alboreto rappresentava la speranza italiana della Ferrari e Nigel Mansell stava costruendo la propria ascesa. Attorno a loro McLaren, Ferrari, Williams, Brabham e Lotus componevano l’aristocrazia tecnica della Formula 1, mentre Bernie Ecclestone, Ron Dennis, Frank Williams ed Enzo Ferrari ne interpretavano, in modi differenti, potere, organizzazione, identità e futuro.
Senna entrò in quel mondo dalla porta meno prestigiosa e forse, proprio per questo, dalla più adatta a raccontarlo.

La Toleman non possedeva le risorse dei grandi costruttori e il motore Hart non poteva competere stabilmente con la potenza garantita dalle strutture più ricche. Ma una macchina meno forte può diventare, per un grande pilota, una forma involontaria di verità: quando lo strumento non basta, diventa più semplice comprendere quanto appartenga all’uomo. Il 25 marzo 1984, a Jacarepaguá, Ayrton disputò il primo Gran Premio della carriera. Aveva appena compiuto ventiquattro anni e debuttava davanti al Brasile. Non fu una celebrazione, ma un ingresso. La Formula 1 gli mostrò immediatamente potenza, fragilità, pressione e qualifiche nelle quali pochi decimi separavano il possibile dall’irrilevante. In Sudafrica e Belgio arrivarono i primi punti. Erano piccoli risultati dentro una storia ancora invisibile, ma indicavano che la velocità mostrata nelle categorie inferiori aveva attraversato con lui la porta della Formula 1.


Poi arrivò Monaco. Monte Carlo possiede una particolarità che pochi circuiti possono permettersi: rende visibile il limite. Ha la forma di un guardrail, di un muro, di pochi centimetri lasciati tra una ruota e l’errore. Senna avrebbe trascorso gran parte della propria carriera cercando esattamente quella distanza: non il luogo nel quale il limite viene semplicemente oltrepassato, ma quello nel quale può essere abitato. Il 3 giugno 1984, a rendere quel confine ancora più incerto, arrivò la pioggia. Senna partiva tredicesimo e davanti aveva Prost, Mansell, Lauda, Piquet, Rosberg, Alboreto e de Angelis: uomini che appartenevano già al linguaggio quotidiano della Formula 1. Lui era ancora il giovane brasiliano della Toleman.


Sull’asciutto un pilota costruisce progressivamente i propri riferimenti; sul bagnato quei riferimenti possono cambiare a ogni giro, talvolta a ogni curva. È lì che la guida smette in parte di essere ripetizione e torna a essere interpretazione. In quella incertezza Senna trovò ordine. Cominciò a risalire il gruppo e, mentre la minore potenza della Toleman pesava meno, la sensibilità dell’uomo diventava sempre più importante. Durante la rimonta colpì violentemente un cordolo, danneggiando anche un elemento della sospensione anteriore. Monaco non fu quindi una corsa perfetta: fu qualcosa di più umano e forse più significativo, una corsa vissuta vicinissima al confine tra controllo e perdita del controllo.
Davanti rimaneva Alain Prost. La storia futura rende quasi impossibile guardare oggi quelle immagini senza sapere ciò che accadrà dopo, ma nel 1984 Suzuka non esiste ancora nella loro memoria comune, non esistono i mondiali contesi, gli incidenti, le accuse e la McLaren condivisa. Esistono soltanto due monoposto sotto la pioggia di Monaco: una McLaren davanti e una Toleman che continua ad avvicinarsi. Senza saperlo, Senna stava raggiungendo sulla pista l’uomo che pochi anni dopo sarebbe diventato una delle misure della sua grandezza.


La pioggia aumentò e Jacky Ickx decise di interrompere la corsa. Prost vinse; Senna fu classificato secondo dopo essere partito tredicesimo e aver realizzato il giro più veloce. Ayrton non aveva vinto Monaco, ma Monaco aveva trovato Ayrton. Quella domenica non gli consegnò il trofeo più importante: gli consegnò lo sguardo della Formula 1. Gli altri podi ottenuti in Gran Bretagna e Portogallo impedirono che tutto rimanesse un’apparizione. Alla fine del 1984 la promessa non era ancora diventata campione, ma aveva cessato di essere anonima.


Nel 1985 arrivò Lotus e il cambiamento fu più profondo di un semplice trasferimento. La Toleman aveva permesso a Senna di mostrare quanto un uomo potesse aggiungere alla macchina; Lotus gli avrebbe consentito di scoprire cosa accade quando quello stesso uomo riceve finalmente uno strumento capace di accompagnarne l’ambizione. Era una scuderia attraversata dall’eredità di Colin Chapman e costruita sull’idea che l’innovazione non fosse soltanto tecnica, ma un modo di pensare l’automobile da corsa. Accanto ad Ayrton c’era Elio de Angelis, veloce, elegante, già profondamente inserito nella squadra.
La risposta arrivò alla seconda gara, il 21 aprile 1985 a Estoril. Ancora pioggia, ma questa volta tutto era diverso. Senna aveva conquistato la prima pole position della carriera e Alain Prost era accanto a lui in prima fila. A Monaco Ayrton aveva dovuto raggiungere il vertice; in Portogallo doveva imparare a partire da lì. La pista diventò una distesa d’acqua, Senna prese il comando e non lo lasciò più. Michele Alboreto arrivò secondo a quasi sessantatré secondi e fu l’unico altro pilota a completare tutti i giri. Ayrton conquistò anche il giro più veloce: pole position, vittoria e giro veloce nella stessa domenica della sua prima affermazione in Formula 1.


Monaco aveva fatto nascere una domanda. Estoril diede la risposta. La pioggia non rendeva Senna invulnerabile e non aveva bisogno di essere trasformata in leggenda; faceva qualcosa di più interessante: eliminava una parte delle certezze. E quando le certezze diminuivano, la sua capacità di interpretare sembrava aumentare.


Il 1985 rivelò anche un’altra dimensione del brasiliano. La qualifica divenne il luogo nel quale la sua ricerca del limite assumeva la forma più evidente e alla fine dell’anno le pole position sarebbero state sette. Una arrivò proprio a Monaco: dodici mesi prima era partito tredicesimo con la Toleman, adesso portava la Lotus davanti a tutti. A Spa arrivò la seconda vittoria, ancora sul bagnato, mentre il quarto posto finale nel Mondiale, dietro Alain Prost, Michele Alboreto e Keke Rosberg, certificò definitivamente la nuova posizione di Ayrton dentro la Formula 1.


In meno di due anni era cambiato tutto. Prost, Piquet, Lauda, Mansell e Rosberg non erano più nomi osservati da lontano, ma avversari. La Formula 1 non era più una destinazione: era diventata il luogo nel quale costruire la propria misura. Il ragazzo partito da San Paolo aveva raggiunto ciò che aveva inseguito per tutta la formazione e proprio nel momento in cui lo raggiungeva scopriva una delle leggi più antiche dell’ambizione: ogni traguardo, una volta conquistato, modifica l’orizzonte.


Monaco gli aveva consegnato lo sguardo del mondo. Estoril gli aveva consegnato la vittoria. Adesso Ayrton Senna voleva qualcosa che nessuna singola gara avrebbe potuto concedergli: voleva diventare la misura degli altri.


ESPORTIX
OFFICIAL FRAME
AYRTON SENNA

1960–1985
L’UOMO PRIMA DEL CAMPIONE
Nome completo • Ayrton Senna da Silva
Nascita • 21 marzo 1960
Luogo • San Paolo, Brasile
Nazionalità • Brasiliana
Età al 31 dicembre 1985 • 25 anni
FAMIGLIA
Padre • Milton da Silva
Madre • Neyde Senna da Silva
Sorella • Viviane Senna
Fratello • Leonardo Senna
Fratelli • 2
Prima delle piste, delle vittorie e della Formula 1 esiste il nucleo al quale Ayrton continuerà a tornare: la famiglia.
VITA AFFETTIVA
Matrimoni • 1
Moglie • Lilian de Vasconcelos
Periodo • 1981–1982
Figli • 0
Gli anni nei quali Senna sceglie definitivamente l’Europa e l’automobilismo coincidono anche con un passaggio decisivo della sua vita privata.
BRASILE
LE RADICI
San Paolo • città natale
Primo kart • infanzia
Kart agonistico • dal 1973
Età all’esordio ufficiale • 13 anni
Prima vittoria ufficiale kart • 1973 • Interlagos
Campione sudamericano kart • 1977
Il Brasile non è soltanto il luogo dal quale Senna parte. È il luogo al quale appartiene.
EUROPA
LA FORMAZIONE
Trasferimento in Inghilterra • 1981
Età • 21 anni
Formula Ford 1600 • 1981
Formula Ford 2000 • 1982
Formula 3 britannica • 1983
Gran Premio di Macao • 1983 • Vincitore
Formula 1 • dal 1984
Il Brasile gli consegna l’identità. L’Europa gli offre il territorio nel quale misurarla.
1982
L’ANNO DEI NUMERI
Gare • 28
Vittorie • 22
Pole position • 18
Giri più veloci • 22
Punti • 516
1983
LA PORTA DELLA FORMULA 1
Formula 3 britannica • Campione
Gran Premio di Macao • Vincitore
Test Formula 1 • 1983
Williams • Test
McLaren • Test
Il mondo che aveva inseguito comincia finalmente a guardarlo.
FORMULA 1
L’INGRESSO
Debutto • 25 marzo 1984
Gran Premio • Brasile
Circuito • Jacarepaguá
Età • 24 anni
Toleman-Hart • 1984
Lotus-Renault • 1985
1984
TOLEMAN
Podi • 3
Monaco • 2°
Gran Bretagna • 3°
Portogallo • 3°
Punti • 13
Mondiale • 9°
MONACO 3 GIUGNO 1984
Partenza • 13°
Arrivo • 2°
Giro più veloce • 1:54.334
Vincitore • Alain Prost
0 vittorie.
1 rivelazione.
Il giorno nel quale Senna non conquista Monaco, ma Monaco consegna Senna alla Formula 1.
1985
LOTUS
Vittorie • 2
Podi stagionali • 6
Pole position • 7
Punti • 38
Mondiale • 4°
ESTORIL 21 APRILE 1985
Partenza • 1°
Arrivo • 1°
Prima pole F1 • SÌ
Prima vittoria F1 • SÌ
Giro più veloce • SÌ
Secondo • Michele Alboreto
Vantaggio • 62,978 secondi
1 pole.
1 vittoria.
1 giro più veloce.
1 domenica.
Monaco aveva mostrato il talento. Estoril dimostra che quel talento può comandare una gara.
SPA 15 SETTEMBRE 1985
Arrivo • 1°
Vittoria F1 • n. 2
Condizioni • bagnato
La prima vittoria poteva essere una rivelazione. La seconda diventa conferma.
AYRTON SENNA
AL 31 DICEMBRE 1985
Età • 25 anni
Stagioni F1 • 2
Scuderie F1 • 2
Gran Premi disputati • 32
Vittorie • 2
Podi • 9
Pole position • 7
Titoli mondiali • 0
12 ANNI
Dal primo kart agonistico alla fine del 1985.
2 CONTINENTI
Sud America • radici
Europa • formazione e Formula 1
2 SQUADRE
Toleman • rivelazione
Lotus • consacrazione
2 GARE
Monaco • il mondo scopre Senna
Estoril • Senna scopre la vittoria
25 ANNI
E la storia più grande deve ancora cominciare.
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KEY MOMENTS

  1. MONACO 1984
    LA RIVELAZIONE
    13° in partenza • 2° all’arrivo • giro più veloce. Sotto la pioggia la Toleman diventa il mezzo attraverso il quale la Formula 1 scopre Ayrton Senna.
  2. ESTORIL 1985
    LA PRIMA VOLTA
    Pole position • vittoria • giro più veloce. Tre segni nella stessa domenica. La promessa diventa certezza.
  3. MONACO 1985
    DODICI MESI DOPO
    1984 • 13° sulla griglia
    1985 • pole position
    Lo stesso circuito misura in dodici mesi la distanza percorsa da Senna.
  4. SPA 1985
    LA CONFERMA
    Seconda vittoria in Formula 1, ancora sul bagnato. Estoril non era stato un episodio.

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CONNECTION
AYRTON SENNA • CAPITOLO 1
LE RADICI DI UN DESTINO • 1960–1976
San Paolo. La famiglia. Il primo kart. Prima del pilota esiste il bambino che comincia a comprendere la velocità.
AYRTON SENNA • CAPITOLO 2
LA FORMAZIONE DEL CAMPIONE • 1977–1983
Kart internazionale. Inghilterra. Formula Ford. Formula 3. Macao. Gli anni nei quali il talento smette di essere soltanto una possibilità e diventa una professione.
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INSIDER
MONACO / ESTORIL
IL CAMBIO DI PROSPETTIVA

1984 • Monaco
Senna insegue.
1985 • Estoril
Senna viene inseguito.
Dodici mesi separano due gare sotto la pioggia e due condizioni completamente differenti. A Monaco Ayrton deve superare il limite della Toleman. A Estoril deve sostenere qualcosa che, per un campione, può essere ancora più difficile: il peso di partire davanti sapendo che tutti aspettano una conferma.
Nel Principato il mondo scopre quanto Senna possa andare oltre la macchina. In Portogallo scopre quanto possa fare quando finalmente la macchina gli permette di esprimere ciò che possiede.
Monaco è la rivelazione.
Estoril è la consapevolezza.


Alla fine del 1985 Ayrton ha venticinque anni. Non è ancora campione del mondo. Non ha ancora guidato una McLaren. Prost non è ancora diventato il grande avversario della sua vita. Suzuka non è ancora entrata nella loro storia. I tre titoli mondiali appartengono ancora a un tempo che nessuno può conoscere.
Eppure qualcosa è già accaduto.
La Formula 1 non si domanda più se Ayrton Senna possa diventare uno dei grandi.
Comincia a domandarsi quanto grande possa diventare.
Il ragazzo arrivato dal Brasile non deve più bussare alla porta del futuro.
È entrato nel presente.
E proprio per questo, alla fine del 1985, Ayrton Senna non è più soltanto il futuro.


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HERITAGE
AYRTON SENNA
MONACO: LA NASCITA DI UNA STELLA

Monaco lo aveva rivelato.
Estoril lo aveva consacrato.
La storia doveva ancora cominciare a chiamarlo leggenda.
La memoria conserva ciò che è accaduto.
La storia cerca di comprendere perché non abbiamo più smesso di ricordarlo.
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