ESPORTIX
PRIME
CURRENT RESULT
di Matteo Miccoli
Nel 2019 giocava in Serie D. Nel 2026 la prima partita europea della sua storia arriva direttamente in Champions League: 4-1 al Lipsia. Sette anni separano il quarto livello del calcio italiano dall’élite continentale. In mezzo, una delle trasformazioni più sorprendenti del calcio europeo contemporaneo.
Per capire quanto sia lontano arrivato il Como bisogna ricordare da dove è partito. E sette anni, nel calcio, non dovrebbero bastare per attraversare una distanza così grande. Bisogna tornare al 2019, togliere le stelle dal pallone, spegnere idealmente la musica della Champions League e riportare il club nel luogo calcistico in cui si trovava allora: la Serie D, il quarto livello italiano. Poi bisogna riaprire gli occhi al 10 settembre 2026. Stesso nome, stessa città, un mondo completamente diverso. Al Giuseppe Sinigaglia arriva il Lipsia e il Como disputa la prima partita europea dei suoi centodiciannove anni di storia. Novanta minuti più tardi il tabellone dice 4-1.
Dentro queste due immagini c’è molto più di una successione di promozioni. Nel 2021 arriva la Serie B, nel 2024 il ritorno in Serie A dopo ventuno anni, nel 2025/26 il quarto posto, miglior piazzamento della storia del club, quindi la Champions League. Il Como ha attraversato le categorie, ma soprattutto ha dovuto cambiare dimensione quasi alla stessa velocità con cui saliva: rosa, competenze, organizzazione, infrastrutture e aspettative hanno dovuto continuamente adeguarsi al livello successivo.
La particolarità della notte contro il Lipsia comincia proprio qui. Quella del 10 settembre non è semplicemente la prima partita del Como in Champions: è la prima partita del club in una competizione UEFA. Il Como diventa il dodicesimo italiano a partecipare alla Champions e appartiene a un gruppo rarissimo di società la cui prima esperienza UEFA coincide direttamente con la massima competizione continentale. Dall’altra parte del campo c’è proprio il Lipsia, il primo club ad avere percorso quella strada nel 2017. Nove anni dopo, la storia mette uno di fronte all’altro due protagonisti della stessa particolarissima porta d’ingresso nell’Europa calcistica.
Non serve trasformare questa coincidenza in un record. Il Lipsia conosce perfettamente il significato di un’accelerazione sportiva e la sua stessa ascesa dalle categorie inferiori alla Champions è stata ancora più rapida. La forza della storia del Como sta nella combinazione: quarto livello italiano nel 2019, debutto europeo direttamente in Champions sette anni più tardi, nel proprio stadio, contro la società che per prima aveva conosciuto quella stessa anomalia storica. E una vittoria per 4-1. È la successione dei fatti, non un’etichetta, a dare alla notte la sua dimensione.
Poi la storia diventa partita. Martín Baturina impiega quindici minuti per segnare il primo gol europeo del Como, Tasos Douvikas firma il secondo, Assane Diao porta il risultato sul 3-0. Andrija Maksimović prova a riaprire la serata per il Lipsia, prima che Máximo Perrone, al novantesimo, chiuda il 4-1. Quattro marcatori differenti per una squadra che non affronta il debutto come un ospite arrivato improvvisamente in un ambiente troppo grande. Il Como costruisce, accelera, attacca gli spazi e sa modificarsi quando la partita lo richiede. Baturina, scelto dalla UEFA come Player of the Match, diventa il volto della serata, ma il risultato appartiene soprattutto a un’identità collettiva.
Cesc Fàbregas è l’uomo che meglio unisce i due mondi. Per il Como la Champions rappresentava un territorio inesplorato; per lui era un luogo attraversato 104 volte da calciatore con Arsenal, Barcellona e Chelsea. È arrivato sul lago come giocatore, vi ha concluso la carriera ed è rimasto nel progetto fino a diventarne la guida tecnica. Il prestigio del nome, però, spiega soltanto una parte della sua importanza. Quella più profonda sta nell’aver contribuito a dare alla squadra qualcosa che non si compra semplicemente sul mercato: riconoscibilità. Possesso, costruzione, occupazione degli spazi, coraggio, talento giovane responsabilizzato. La Champions diventa così il livello più alto sul quale verificare un linguaggio costruito prima.
Una crescita di questa velocità non può naturalmente essere separata dalla forza economica della proprietà riconducibile ai fratelli Robert e Michael Hartono, che acquisirono il club nel 2019 mentre militava in Serie D. Gli investimenti hanno cambiato radicalmente le possibilità del Como, permettendo alla società di attrarre giocatori, competenze e professionalità di livello superiore. Ma il capitale da solo non basta a spiegare sette anni di trasformazione. Il denaro può abbreviare le distanze, non garantisce la direzione. Può acquistare talento, non automaticamente un’identità. Il punto interessante del Como è l’incontro tra disponibilità economica, organizzazione, scouting internazionale, valorizzazione della rosa e una guida tecnica riconoscibile.
E poi c’è la città. Per chi nel 2019 guardava il Como in Serie D, sette anni non rappresentano un’epoca lontana: sono memoria recente. Gli stessi tifosi hanno potuto vedere quella maglia attraversare il calcio dilettantistico e ritrovarla sotto le stelle della Champions senza nemmeno il tempo di trasformare il primo ricordo in nostalgia. Una generazione non ha dovuto consegnare il proprio sogno a quella successiva. Ha potuto vederlo cambiare davanti ai propri occhi.
Persino il Giuseppe Sinigaglia ha dovuto inseguire la crescita della squadra. La qualificazione alla Champions ha imposto una corsa per adeguare lo stadio alle esigenze UEFA e consentire al Como di vivere nella propria città la nuova dimensione europea. L’immagine racconta perfettamente la velocità del progetto: il club è cresciuto tanto rapidamente da costringere anche la propria casa ad adeguarsi al futuro. Il Sinigaglia è rimasto sulla riva del lago mentre tutto intorno alla società cambiava. Il 10 settembre quelle due velocità si sono finalmente incontrate.
A quel punto rimangono i numeri, e non hanno bisogno di essere forzati. I quattro gol contro il Lipsia eguagliano il massimo realizzato da una squadra italiana contro un’avversaria tedesca nelle competizioni UEFA maschili. Il Como è il dodicesimo club italiano ad aver raggiunto la Champions League. La prima partita europea dei suoi centodiciannove anni di storia termina 4-1. Baturina diventa il primo marcatore europeo del club e il primo Player of the Match UEFA della sua storia. Numeri differenti, tenuti insieme da una sola data.
Una partita non può stabilire quanto lontano arriverà il Como, né trasformarlo dopo novanta minuti in una nuova potenza europea. Può però modificare qualcosa di altrettanto importante: la percezione. Fino al 9 settembre 2026 era soprattutto il club italiano arrivato dalla Serie D alla Champions attraverso una crescita straordinariamente rapida. Dalla sera successiva è anche il club che, una volta entrato in quella dimensione, ha dimostrato immediatamente di poterla abitare. È qui che un risultato smette di appartenere soltanto alla classifica e diventa un riferimento.
Sette anni prima c’era la Serie D. Quella sera c’erano il Sinigaglia, la Champions League, il Lipsia e quattro gol. Sono due fotografie della stessa società, separate da un tempo sorprendentemente breve: abbastanza per cambiare categoria, abbastanza per cambiare ambizione, abbastanza per cambiare percezione.
Abbastanza, evidentemente, per cambiare mondo.
ESPORTIX
OFFICIAL FRAME
COMO 1907 | SEVEN-YEAR RISE
2019 — Serie D | quarto livello italiano
2021 — Promozione in Serie B
2024 — Ritorno in Serie A dopo 21 anni
2025/26 — 4° posto in Serie A | miglior piazzamento della storia
2026/27 — Prima UEFA Champions League
10 settembre 2026 — Prima partita UEFA della storia | Como 4-1 RB Leipzig
COMO 4-1 RB LEIPZIG
15′ — Martín Baturina | primo gol europeo nella storia del Como
38′ — Tasos Douvikas
54′ — Assane Diao
58′ — Andrija Maksimović | RB Leipzig
90′ — Máximo Perrone
Allenatore — Cesc Fàbregas
Stadio — Giuseppe Sinigaglia
Competizione — UEFA Champions League 2026/27
Player of the Match UEFA — Martín Baturina
THE HISTORICAL KEY
7 ANNI — dalla Serie D alla Champions League
119 ANNI — dalla fondazione alla prima qualificazione UEFA
12° CLUB ITALIANO — a partecipare alla Champions League
4 GOL — eguagliato il massimo realizzato da un club italiano contro un’avversaria tedesca nelle competizioni UEFA maschili
104 — presenze di Cesc Fàbregas in Champions League da calciatore
ESPORTIX CERTIFICATION
2019 → 2026
SERIE D → CHAMPIONS LEAGUE
Sette anni dal quarto livello italiano alla Champions League. Prima esperienza UEFA direttamente nella massima competizione continentale. Vittoria per 4-1 nella notte del debutto.
Una combinazione documentata che colloca la trasformazione del Como tra le più rapide e sorprendenti del calcio europeo contemporaneo.
CONNECTION
CESC FÀBREGAS | LA STRADA VERSO LA CHAMPIONS
La guida tecnica, la costruzione dell’identità e il percorso che ha condotto il Como fino alla prima Champions League della propria storia.
MOISE KEAN | L’ATTACCANTE PER ALZARE IL LIVELLO
L’operazione che racconta la nuova ambizione tecnica del Como: costruire una squadra capace non soltanto di raggiungere la Champions, ma di affrontarla.
INSIDER
Sette anni possono cambiare il destino di un club. Una notte può cambiare il modo in cui il mondo lo guarda.
INSIDER entra dove il risultato non basta: nelle decisioni, negli uomini e nelle trasformazioni che spiegano perché il presente di oggi può diventare la storia di domani.
Entra dentro la storia. Scopri ciò che conta.
ESPORTIX
Il risultato racconta una notte. La memoria ne conserva il significato.
Living Sports Encyclopedia




