ESPORTIX • HERITAGE –
EPOCH –
THE CHRONOS OF SPORT – Di Matteo D’Angelo –
26 AGOSTO
1976 / 50 ANNI • 1986 / 40 ANNI • 1996 / 30 ANNI • 2006 / 20 ANNI
Ci sono date capaci di attraversare lo sport e tenere insieme mondi lontanissimi. Il 26 agosto è una di queste. Cinquant’anni separano il primo dei nostri racconti dal presente, venti l’ultimo. Nel mezzo scorrono ciclismo, atletica, hockey e calcio: quattro fotografie appartenenti a epoche differenti, custodite dallo stesso giorno.
EPOCH percorre questa giornata seguendo il tempo nella sua direzione naturale. Dal 1976 al 2006, quattro fermate nella memoria dello sport, distanti dieci anni l’una dall’altra. Una strada polacca, un podio interamente azzurro, l’inizio di una nuova competizione internazionale e una notte di calcio ribaltata quando sembrava ormai indirizzata.
SZOZDA, DUE GIORNI PER PRENDERSI IL GIRO DI POLONIA
1976 / 50 ANNI FA
Il 26 agosto 1976 il Giro di Polonia lascia Varsavia e comincia realmente il suo viaggio attraverso il Paese. Davanti ci sono 171 chilometri fino a Brodnica, prima tappa in linea della 33ª edizione, e un uomo che ha già imposto il proprio nome sulla corsa: Stanisław Szozda.
Ventiquattro ore prima, nella capitale, il campione polacco aveva conquistato anche il prologo. Sulla strada verso Brodnica concede il bis: 3 ore 56 minuti e 19 secondi, davanti a Janusz Kowalski e Paweł Kaczorowski. Due giornate, due successi consecutivi.
Szozda arriva a quell’appuntamento in un 1976 di altissimo livello: poche settimane prima, ai Giochi olimpici di Montréal, aveva conquistato con la Polonia l’argento nella cronometro a squadre. Ora torna sulle strade di casa e mette immediatamente la propria firma sulla grande corsa a tappe nazionale.
Mezzo secolo dopo rimangono una data, una strada e un nome.
26 agosto 1976. Varsavia–Brodnica. Stanisław Szozda davanti a tutti.
L’ITALIA SI PRENDE TUTTO: MEI, COVA E ANTIBO DOMINANO I 10.000
1986 / 40 ANNI FA
Il 26 agosto 1986, sulla pista del Neckarstadion di Stoccarda, l’atletica italiana realizza qualcosa di straordinario: tre azzurri occupano l’intero podio dei 10.000 metri ai Campionati Europei.
Stefano Mei è campione d’Europa in 27’56″79. Alberto Cova, campione mondiale e olimpico della distanza, conquista l’argento in 27’57″93. Salvatore Antibo completa la tripletta in 28’00″25.
Tre uomini racchiusi in poco più di tre secondi. Tre maglie azzurre davanti a tutta l’Europa. E soprattutto un risultato capace di trasformare una finale individuale nell’espressione della forza di un’intera scuola.
Mei batte un Cova che arrivava a Stoccarda con lo status di riferimento mondiale della specialità. Antibo completa un podio destinato a diventare una delle fotografie più riconoscibili dell’atletica italiana degli anni Ottanta.
Cinque giorni più tardi Mei conquisterà anche l’argento europeo nei 5.000 metri. Ma l’immagine che attraversa quarant’anni rimane quella del 26 agosto, Mei, Cova, Antibo, tre gradini una sola bandiera.
LA PRIMA WORLD CUP OF HOCKEY COMINCIA A STOCCOLMA
1996 / 30 ANNI FA
Il 26 agosto 1996 nasce sul ghiaccio una nuova grande competizione internazionale. Otto nazionali inaugurano la prima World Cup of Hockey, erede della Canada Cup, con partite distribuite tra Europa e Nord America.
La prima scena appartiene a Stoccolma. La Svezia supera la Germania 6-1 e apre un torneo destinato a portare fino al confronto conclusivo tra Stati Uniti e Canada.
Dentro quel 6-1 c’è anche una piccola esplosione statistica: nel terzo periodo gli svedesi realizzano tre reti concentrate in poco più di due minuti.
Il torneo terminerà il 14 settembre con il successo degli Stati Uniti.
Trent’anni dopo, tutto comincia ancora da quella sera di Stoccolma.
INTER-ROMA, DA 0-3 A 4-3: LA SUPERCOPPA DELLA RIMONTA
2006 / 20 ANNI FA
San Siro, 26 agosto 2006. La Roma sembra mettere le mani sulla Supercoppa Italiana in poco più di mezz’ora: Mancini segna al 13’, Alberto Aquilani al 25’ e ancora al 34’. 0-3.
Ma al 44’ Patrick Vieira riapre la partita. Nella ripresa Hernán Crespo firma il 2-3 al 65’. Al 74’ è ancora Vieira: doppietta personale e 3-3.
Servono i supplementari, dopo appena quattro minuti arriva la giocata definitiva. Luís Figo, su calcio di punizione, firma il 4-3 e completa una rimonta straordinaria.
L’Inter conquista la terza Supercoppa Italiana della propria storia. Sette reti, tre gol di svantaggio cancellati e una partita completamente capovolta,vent’anni dopo, bastano ancora due risultati per raccontarla:
0-3 → 4-3.
OFFICIAL FRAME • HERITAGE
THE DAY IN NUMBERS
Il tempo lascia date, risultati, distanze e nomi. OFFICIAL FRAME li riunisce nella loro forma essenziale e trasforma i numeri delle quattro storie in coordinate della memoria.
171 • CHILOMETRI • VARSAVIA → BRODNICA
La prima tappa in linea del Giro di Polonia 1976. Szozda la conquista ventiquattro ore dopo aver imposto il proprio nome anche sul prologo.
3 • ATLETI • MEI • COVA • ANTIBO
Tre uomini sui tre gradini del podio dei 10.000 metri. Una delle immagini più potenti dell’atletica italiana agli Europei di Stoccarda.
27’56″79 • TEMPO • STEFANO MEI
Venticinque giri di pista per conquistare il titolo europeo e guidare la straordinaria tripletta italiana davanti a Cova e Antibo.
8 • NAZIONALI • WORLD CUP OF HOCKEY
Otto rappresentative danno vita nel 1996 alla prima World Cup of Hockey, aprendo una nuova pagina della competizione internazionale.
0-3 → 4-3 • RIMONTA • INTER-ROMA
Tre reti da recuperare. L’Inter le cancella e completa nei supplementari una delle grandi rimonte della storia della Supercoppa Italiana.
171 chilometri. Tre azzurri. Un tempo da campione d’Europa. Otto nazionali. Una rimonta da 0-3 a 4-3.
Numeri differenti, sport differenti, epoche differenti. Tutti appartengono alla stessa data.
26 AGOSTO
HERITAGE
La storia che resta
ESPORTIX
Living sport encyclopedia




